Vivienne Westwood Red Label, sfilata primavera-estate 2011

Vivienne Westwood Red Label, sfilata primavera-estate 2011

    Anche Vivienne Westwood non ha mancato il consueto appuntamento con la London Fashion Week per presentare la sua seconda linea Red Label. E per la seconda volta in queste settimane dedicate al mondo della moda e alle collezioni per la primavera-estate 2011 troviamo ancora un riferimento evidente al West e agli Indiani d’America. Dopo la collezione western di Ralph Lauren presentata a New York, la Westwood dedica la sua prossima stagione a Leonard Peltier, attivista nativo-americano in carcere: basta guardare il trucco stile pellerossa che incornicia il volto delle modelle in passerella.

    Che anche la donna per cui Vivienne Westwood disegna sia una donna battagliera e dalle opinioni politiche e sociali ben definite come la stessa designer? E’ difficile pensarlo, così come sarebbe estremamente arduo pensare che al mondo possa esistere una donna come Vivienne Westwood, capace di creare un movimento di opinione, di musica, di moda e di molto altro ancora come è stato il punk nella Londra negli anni settanta.

    Con la linea Red Label la Westwood gioca in casa (la collezione che porta il suo nome infatti da anni è presenza fissa del calendario della settimana della moda parigina) e si vede. Si vede dalla facilità con cui la stilista disegna abiti estremamente comfortevoli, che sfido chiunque donna non senta l’impulso di indossare.

    Blazer maschili indossati con baggy shorts, completi giacca pantalone dalle misure quasi oversize e dalle stampe geometriche ma quasi “sbilenche”, come le righe e i riquadri stile tartan disegnati storti rispetto alla silhouette della donna. E poi ancora romantici abitini decorati da ruches, camicie da indossare fuori dai pantaloni e da cingere con una maxi cintura, ma anche giacche effetto scultura che avvolgono il corpo della donna quasi come un’armatura.

    Insomma, una collezione molto easy e molto portabile. Vivienne Westwood ha messo da parte tutta la sua eccentricità per la passerella parigina.

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