Ungaro collezione spring summer 2011

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    Chiunque al suo posto sarebbe stato terrorizzato. Arrivare in un brand disastrato come quello fondato da Emanuel Ungaro, passato sotto il ciclone Lohan, o come la stampa internazionale ama chiamarlo il “disastro Lohan” è un’impresa non facile, e dimostrare al mondo di avere il potere di cambiare le sorti di un’azienda in difficoltà lo è ancor di più. Insomma Giles Deacon ha avuto il suo bel da fare nell’intento di risollevare le immagini di Ungaro, e a Parigi ha sfoggiato la prima collezione disegnata per il brand.

    Ora, dopo il terremoto appena subito dal marchio sarebbe sicuramente stato più facile proporre una collezione semplice, senza fronzoli, magari minimal nell’intento di spazzare via i “brutti ricordi” e ricominiciare dall’inizio, ma Giles Deacon ha fatto una scelta diversa, decisamente più coraggiosa e sicuramente più romantica. Lo stilista infatti, appena approdato nell’ufficio creativo della casa di moda ha deciso di provare con tutte le forze a restituire la sua dignità ad un marchio storico come Ungaro iniziando dalla sua identità.

    Quella che è stata presentata a Parigi negli scorsi giorni da Ungaro è stata una collezione piena di femminilità, romanticismo, colori, e tessuti fluttuanti, quello, in poche parole che è stato il punto di forza di Ungaro in passato e che sembra esserlo di nuovo grazie allo stilista che nonostante la pressione, nonostante l’ansia da prestazione che deve averlo torturato – mica è facile risollevare le sorti di una casa di moda che sembra non avere pace da 7 anni, da quando insomma il suo fondatore ha lasciato la guida della creatività!- ha fatto il suo dovere e riportato la maison all’antico splendore . Ungaro è rifiorito, così come la scenografia della presentazione, un tripudio di fiori coloratissimi che già a guardarli mettono allegria, e così come la collezione che punta tutto sulla femminilità proponendo abiti drappeggiati, pizzi e trasparenze, piume di marabou, complici gli archivi della maison che hanno suggerito alla new entry la direzione da prendere per restituire al brand l’antico splendore.

    Una domanda nasce spontanea, chissà Monsier Ungaro, che in passato non si è dispensato dal criticare quanto presentato dalla casa di moda dopo la sua uscita di scena, cosa pensa di Giles Deacon e della sua collezione primavera-estate 2011?

    Dolcetto o scherzetto?