Milano Moda Donna chiuderà davvero nel 2015?

Milano Moda Donna chiuderà davvero nel 2015?
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    Anna Wintour

    La profezia è stata lanciata da Luca Testoni, giornalista di Finanza e Mercati autore del controverso libro “L’ultima sfilata“, uno scritto che anche secondo Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda, potrebbe rivelare un futuro davvero dalle tinte fosche per la moda italiana. Ma di chi sarebbe la colpa? Secondo Testoni è di tutto il sistema moda italiano, ma anche di Anna Wintour, temibile direttore di Vogue America che sta facendo impazzire gli stilisti per il prossimo calendario di Milano Moda Donna.

    All’alba dell’Expo, la presidentessa della Camera Nazionale della Moda italiana darà il colpo di grazia a Milano Moda Donna, uno degli appuntamenti più importanti per la moda italiana. Al suo posto nascerà la Camera Nazionale del pronto moda, presieduta nientemeno che da Simona Ventura.

    Non stiamo leggendo nella sfera di cristallo, lo ha fatto per noi Luca Testoni, giornalista di Finanza e Mercati e autore del controverso “L’ultima sfilata“, un vero e proprio pamphlet satirico dove vengono analizzati pregi ma soprattutto difetti della moda italiana e di come questi la porteranno al declino.

    Testoni non è certo una moderna Cassandra, ma nel suo libro si avvera già una profezia: la riduzione del calendario di Milano Moda Donna per le collezioni autunno-inverno 2010/2011 per colpa di Anna Wintour, che da sempre ormai vuole trasformare la settimana della moda milanese in un lungo weekend, costringendo i grandi nomi ad affollarsi nei primi tre giorni.

    Niente a che vedere con i francesi, che sembrano fare orecchie da mercante alle richieste della Wintour. E’ questa, secondo Testoni, la differenza tra gli italiani e i cugini d’oltralpe: «Anche a Parigi c’è la casta della moda, sia chiaro. Però nella Ville Lumière è in grado di fare sistema, di lottare sotto la stessa bandiera. E ogni anno rispedisce al mittente le richieste di Mrs Vogue.

    Da noi, invece, si bada solo agli interessi personali col fine di indebolire il sistema».

    Testoni, in un’intervista a SeidiModa, continua: «I francesi, per esempio, sono stati bravi nel capire il presente e nell’essere più veloci. Hanno organizzato fiere dedicate alla moda sostenibile. Sono più interessati alle nuove strategie legate al commercio on line e a Internet. E hanno fatto acquisizioni mirate, sagge, non come da noi. LVMH e PPR, i due grandi gruppi francesi del lusso, si sono mossi con saggezza e hanno fatto razzia di marchi italiani. Sul fronte nazionale, invece, dopo il 2001 Prada ha dovuto vendere la maggior parte dei marchi acquistati. Itierre è in amministrazione controllata. Il gruppo Mariella Burani sta attraversando una crisi finanziaria molto seria».

    Anche Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda, si è espresso sulle provocazioni di Testoni: «Ovviamente spero che Testoni si sbagli e trovo anche un po’ azzardate le sue conclusioni. C’è però da ricordare che ha già indovinato sull’esito di questo calendario: quindi, sarà meglio dargli retta».

    Foto da:
    www.lussuosissimo.com

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