L’evoluzione dei costumi da bagno negli ultimi 100 anni [FOTO]

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    L’evoluzione dei costumi da bagno negli ultimi 100 anni è stata scandita da tappe molto importanti che hanno visto i modelli cambiare in modi davvero interessanti. Dai primi costumi completamente coprenti ai micro bikini tanto in voga negli ultimi anni ne è passata di acqua sotto i ponti, rivediamo insieme tutte le fasi più salienti della storia dei costumi interi e a due pezzi fino ai giorni nostri.

    Sapere come scegliere il costume da bagno in base alla forma del proprio corpo è fondamentale per una vera appassionata di moda, non sempre la nostra silhouette ci permette di essere al passo con i diktat di stagione, ma è anche vero che ciò che è tanto trendy negli ultimi anni sarebbe stato considerato volgare e assolutamente fuori moda fino a 50 anni fa.

    Le testimonianze più antiche che riguardano i bikini ci arrivano addirittura dalla piena età romana: la villa Romana del Casale di Enna conserva infatti affreschi che rappresentano fanciulle con costumi a due pezzi, proprio nella forma a fascia che va tanto di moda negli ultimi due anni, risalenti al III secolo d. C.

    Ben diversa è però la situazione dei costumi da bagno all’inizio del ‘900. Se nel 1824 Maria Carolina di Berry, moglie di Carlo Ferdinando di Borbone, dava scandalo indossando in spiaggia un completo in lana con cappellino abbinato, di lì a un secolo questa era la forma più scelta dalla donne in vacanza: all’inizio del XX secolo infatti i costumi da bagno erano realizzati per lo più in lana ed erano abbinati a calze e persino guanti in alcuni casi. Ricordiamo che la pelle abbronzata all’epoca era associata per lo più alla servitù, per questo le donne indossavano ancora abiti coprenti fino alla caviglia e ombrellini per non prendere troppo sole. Forme a tunica con pantaloni attillati in coordinato presero il posto dei costumi in lana verso gli anni ’10 del ‘900, mentre pian piano cominciavano a scoprirsi anche braccia e polpacci.

    Pantaloni corti e scollature più ampie sulla schiena segnarono i modelli degli anni ’20, alcuni introdotti sul mercato da stilisti del calibro di Coco Chanel. Solo nel secondo dopoguerra i costumi si fecero più audaci, i modelli a due pezzi si diffusero velocemente e diventarono sempre più seducenti nel modo in cui valorizzavano e accentuavano le forme. Nel 1946 Louis Réard introdusse i primi modelli che mostravano l’ombelico, e di lì a pochi anni attrici del calibro di Marilyn Monroe e Brigitte Bardot mostrarono fieramente il proprio corpo in spiaggia inguantato in modelli di costumi con culotte a vita alta o con slip più basso che fecero scalpore.

    Gli anni ’50 videro la diffusione dei costumi in stile pin up, una grande passione per le donne soprattutto nella forma di midkini con culotte a vita alta come quelli lanciati da Marilyn, mentre gli anni ’60 e ’70 furono segnati da un generale trionfo dei modelli multicolor e stampati. Slip dalle fasce altissime lungo i fianchi furono il trend di maggior successo negli anni ’80 e ’90, mentre in tempi più recenti a dominare la scena del beachwear sono i bikini a fascia, i micro bikini e gli intriganti trikini che conquistano sempre più fashion victim.

    Insomma, una graduale diminuzione di tessuto coprente segna la storia dei costumi da bagno. Voi quale epoca fashion preferite nell’evoluzione del beachwear fino a oggi?