Judith Leiber: le clutch dall’allure retrò

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    Lo abbiamo detto milioni e milioni di volte, la stagione fredda in arrivo punterà tutto su ispirazioni retrò. Poco importa di quale epoca si parli, anche se il glamour anni ’50 e il casual chic degli anni ’70 sono i preferiti da stilisti e designers, l’importante è carpire qualche momento stilistico rilevante dal passato e farlo proprio reinventandolo. Certo, le griffe più importanti saranno in grado di offrirci un considerevole aiuto visto che la gran parte delle collezioni di abiti ma anche di accessori , strizza l’occhio al passato e lo presenta come grande protagonista dell’autunno-inverno che verrà. Volete essere alla moda la prossima stagione? Chiaramente si, che domande! Allora per non farvi sfuggire uno dei prossimi trend dovete a tutti i costi procurarvi un capo dal sapore retrò.

    Prada e Mango ad esempio hanno subito il fascino dei fifties, mentre Chloé sembra attenta a rievocare gli anni ’70.

    In questo valzer di ispirazioni dal passato anche gli accessori giocano un ruolo importante, quasi fondamentale direi, soprattutto sevi travolge la preoccupazione di esagerare creando l’effetto mascherone. Ecco ad esempio la proposta elegante di un brand che di borse se me intende, Judith Leiber. Famoso per le sue borse stravaganti (vi ricordate la scena di Sex and the city in cui la piccola Lily, la figlia di Charlotte, risponde al telefono di Carrie e poi lo mette nella borsetta-pasticcino? Ecco, quella è una sua creazione), neanche il brand fondato dalla designer di origini ungheresi è riuscito a resistere al seducente richiamo retrò, e ha proposto, per la prossima stagione alcune clutch da sera che sembrano rubate dall’armadio della nonna e che infatti si rifanno all’archivio della maison. Le borsette, quasi tutte rigide, sono così lontane dalla creazioni faunistiche ed eccentriche (che continuano a spopolare tra le fashion victim e dunque proposte anche per il prossimo inverno) del brand, ma sono perfette davvero per completare un look old fashion.

    Dolcetto o scherzetto?