Hermès sfida la gioielleria di lusso

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    Gioielli Hermès

    Quanto vale una Birkin di Hermès? E una Kelly? Più che borse sono vere e proprie icone che in sé racchiudono non solo la filosofia di un brand storico e il prestigio dell’artigianato di altissimo livello, e che proprio per queste preziose caratteristiche sono diventate nel tempo veri e propri immortali e soprattutto spesso irraggiungibili oggetti del desiderio. Ve la ricordate la puntata di Sex and the city in cui Samantha cerca disperatamente di ottenere una Birkin spendendo il nome di Lucy Liu?

    Ecco più o meno rende l’idea dell’inaccessibilità del marchio Hermès. Ora la famosissima casa di moda francese si è lanciata in un’altra avventura, che forse potrebbe far impallidire persino le sue famose borse.

    E’ recentissima infatti la notizia che Hermès abbia in programma di attaccare il mercato della gioielleria, di cui sembra sia stata già proposta la linea “pilota”, una mini collezione di 14 pezzi –preziosissimi- tra cui spiccano addirittura una collana con diamanti e degli orecchini di giada, il tutto neanche a dirlo con forti influenze “equestri” nei motivi.

    La Birkin, la Kelly, o qualsiasi altro iconico pezzo della maison francese non avranno più, mai più, lo stesso appeal, né, diciamocelo, incuteranno mai più quell’antico timore riverenziale dettato dai prezzi stratosferici imposti dalla maison, che non sembreranno più tanto spaventosi se confrontati con questa nuova collezione di gioielli.

    I prezzi della nuova linea infatti andranno da un minimo – si avete letto bene ,ho scritto minimo- di 23.765 dollari ad un massimo, definitivamente inaccessibile a meno che non discendiate da qualche principato- di 880.000 dollari. Se quanto detto finora non vi dovesse bastare sappiate che per avere uno dei preziosissimi gioielli firmati Hermès dovrete pazientare dai 5 ai 7 mesi, questa l’attesa prevista per ogni bijoux, che, attenzione, potrà essere ordinato esclusivamente in occasione dello speciale tour che farà la collezione nelle città di Tokyo, Hong Kong e Berlino il prossimo autunno.

    Dolcetto o scherzetto?