Anastasia Radevich, le scarpe scultura

da , il

    Sfogliando qua e là le pagine virtuali di Vogue, sono stata investita da un improvviso quanto intenso colpo di fulmine. Ammetto l’ignoranza e confesso che io questa designer proprio non la conoscevo, ma da oggi in poi non ne perderò il percorso creativo per nessun motivo. Se siete shoes addicted come la sottoscritta, continuate a leggere a vostro rischio e pericolo, perché le scarpe che sto per mostrarvi potrebbero colpirvi al cuore e finire immediatamente nelle vostre già lunghe wish list. Nel mondo-fatato e ‘taccuto’- delle amanti delle scarpe esistono due categorie di donne, quelle che non resistono a niente e nessuno purchè la scarpa sia semplice, sofisticata, elegante e certamente con svariati centimetri di tacco annessi, e quelle che, in overdose da calzature cercano di sorprendere ma soprattutto di essere sorprese.

    Se fate parte della seconda categoria, e quindi avete fatto di Nicholas Kirkwood il vostro pifferaio magico, Anastasia Radevich è il prossimo nome che vi farà suonare le campane a festa nel cuore. Anastasia Radevich infatti sta a Nicholas Kirkwood come Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli stanno a Valentino. Insomma, avete capito, la Radevich si è fatta le ossa lavorando a fianco del visionario Kirkwood (ma anche tra le fila creative di Alexander McQueen, tanto per dirne un’altra) e con lui condivide la concezione di scarpa come protagonista e non come accessorio. Di qui le sue magnifiche calzature, che, curate nel dettaglio, propongono improbabili tacchi scultura, forme inedite e quanto di più favoloso una shoes addicted possa desiderare.

    Dolcetto o scherzetto?